ADHD negli adulti

Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è un disturbo neurobiologico dello sviluppo che persiste anche in età adulta e che coinvolge le aree del cervello deputate alla regolazione dell’attenzione, dell’impulsività, della gestione del tempo e dell’attività motoria.
Non si tratta di svogliatezza o mancanza di impegno, ma di un diverso funzionamento cerebrale, che influenza il modo in cui una persona si concentra, organizza le attività quotidiane e risponde agli stimoli dell’ambiente. L’ADHD può, quindi, manifestarsi in modo molto diverso da persona a persona e non sempre include iperattività visibile.

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Come si manifesta l’ADHD negli adulti

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Le funzioni esecutive e l’ADHD

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ADHD, Plusdotazione intellettiva / APC e altri BES

04

Cosa fare se sospetti di avere l’ADHD

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Leggere la diagnosi

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Strategie utili nella pratica

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Il ruolo del supporto psicologico

Come si manifesta l’ADHD negli adulti?

Molte persone ricevono la diagnosi di ADHD in età adulta, spesso dopo anni di difficoltà scolastiche, universitarie o lavorative mai completamente spiegate. Alcuni segnali comuni includono:

Le funzioni esecutive e l’ADHD

Una delle aree più colpite dall’ADHD è quella delle funzioni esecutive, ovvero quelle capacità cognitive che ci permettono di organizzare le attività, pianificare, prendere decisioni, gestire le emozioni e portare a termine compiti complessi.
Le principali funzioni esecutive coinvolte sono

Inibizione

Difficoltà nel frenare impulsi automatici e adottare comportamenti adeguati al contesto.

Controllo dell’interferenza

Fatica a ignorare stimoli irrilevanti e mantenere l’attenzione su ciò che conta.

Memoria di lavoro

Difficoltà nel trattenere e manipolare informazioni utili per svolgere un compito (istruzioni, calcoli, idee).

ADHD, Plusdotazione Intellettiva / APC e altri BES

È importante ricordare che l’ADHD può coesistere con altri profili cognitivi, come la Plusdotazione Intellettiva (Giftedness/APC), dove il potenziale cognitivo elevato può mascherare le difficoltà esecutive. Allo stesso modo, possono essere presenti altri BES, come DSA, difficoltà emotive, linguistiche o legate al percorso scolastico. In questi casi, l’identificazione e l’intervento tempestivo sono ancora più importanti per evitare una sottovalutazione o una diagnosi errata.

Cosa fare se sospetti di avere l’ADHD?

Se ti ritrovi in molti dei segnali ADHS da adulto descritti e queste difficoltà influenzano negativamente il tuo benessere o la tua performance accademica/lavorativa, è importante rivolgerti a professionisti specializzati per una valutazione, come i professionisti del nostro centro Il Mago di Oz a Castellana Grotte e Bari.

I passi fondamentali:

01

Colloquio iniziale

di orientamento con un esperto (psicologo, neuropsichiatra o psicoterapeuta).
02

Valutazione diagnostica completa

comprensiva di test standardizzati, questionari, anamnesi e analisi del funzionamento personale.
03

Lettura condivisa dei risultati

con individuazione dei punti di forza e delle aree da potenziare.
04

Pianificazione di strategie di supporto

personalizzate strumenti compensativi, supporto psicologico, metodo di studio, ambienti facilitanti.

Diagnosi: come leggerla e cosa significa

Una diagnosi di ADHD non è un’etichetta, ma una chiave di lettura utile per comprendere il proprio modo di funzionare.
Nella diagnosi troverai:

  • Informazioni anamnestiche: sviluppo, storia scolastica, eventuali difficoltà precedenti.
  • Valutazioni cognitive e attentive: con confronto rispetto alla norma.
  • Profilo funzionale e diagnostico: con indicazione del tipo di ADHD (predominanza disattenta, iperattiva o combinata) e della gravità.
  • Raccomandazioni operative: per migliorare la qualità della vita, facilitare l’apprendimento, combinare ADHD e lavoro e affrontare le attività quotidiane in modo più efficace.

Strategie utili nella pratica

Se hai ricevuto una diagnosi di ADHD in età adulta o sei in attesa, ecco alcuni strumenti e buone prassi che possono aiutarti:

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Strutturare il setting di studio o lavoro

uno spazio ordinato, con poche distrazioni visive e uditive, può fare la differenza.
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Usare strumenti compensativi

timer, agende digitali, software per mappe concettuali, lettori vocali.
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Adottare un metodo di studio personalizzato

basato su pause regolari, brevi sessioni e obiettivi concreti.
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Lavorare sulle emozioni

con tecniche di rilassamento, mindfulness o tramite un percorso psicologico.
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Allenare la consapevolezza metacognitiva

imparare a osservare i propri pensieri e le proprie reazioni per intervenire in modo più efficace
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Richiedere supporti formali

come misure compensative o dispensative negli studi universitari, rivolgendosi all’Ufficio Inclusione e Accessibilità del proprio ateneo

Il ruolo del supporto psicologico

L’ADHD in età adulta può avere un forte impatto sull’identità personale, la vita relazionale e la fiducia in sé. Per questo è fondamentale affiancare al lavoro sulle strategie anche un supporto psicologico, che aiuti a:

Comprendere il proprio funzionamento
Rielaborare vissuti scolastici e lavorativi negativi
Lavorare sull’autostima e sull’autoaccettazione
Potenziare la motivazione e la capacità di autoregolarsi

Scoprire di avere l’ADHD da adulti

non è una sconfitta, ma l’inizio di una nuova consapevolezza.

Con il giusto supporto, è possibile costruire strategie efficaci, valorizzare le proprie risorse e raggiungere obiettivi accademici e professionali. Se sospetti di avere l’ADHD o vuoi iniziare un percorso di valutazione, contattaci: siamo qui per accompagnarti passo dopo passo.

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