Cos’è il DSL- Ascoltare i segnali, stimolare la comunicazione, rafforzare le competenze

I Disturbi del Linguaggio (DL) si manifestano con difficoltà nell’uso e/o nella comprensione del linguaggio. Possono coinvolgere una o entrambe le dimensioni del linguaggio: espressiva (parlare e formulare frasi) e recettiva (comprendere ciò che si ascolta).

Queste difficoltà possono emergere già in età prescolare e, se persistono oltre le normali tappe evolutive, è importante valutarle per distinguere tra un semplice ritardo del linguaggio e un disturbo specifico che necessita di trattamento.

Il centro Il Mago di Oz a Castellana Grotte  e Bari è un punto di riferimento specializzato su cui ragazzi, famiglie e insegnanti possono fare completo affidamento.

Quando sospettare un Disturbo del Linguaggio?

Un bambino o una bambina con un disturbo del linguaggio può avere uno sviluppo cognitivo tipico, ma presenta difficoltà legate all’acquisizione e all’uso corretto della lingua.

I DL non sono causati da una disabilità intellettiva, sordità o problematiche motorie orali: devono essere diagnosticati dopo l’esclusione di queste condizioni.

Il bambino o la bambina con un disturbo del linguaggio presenta generalmente un funzionamento cognitivo nella norma, ma può incontrare difficoltà a livello linguistico dovute a un funzionamento meno efficiente di alcuni sistemi neurocognitivi, in particolare quelli legati alla memoria procedurale e all’elaborazione automatica delle informazioni.

Queste difficoltà compromettono la capacità di decodificare e comprendere il linguaggio (aspetto recettivo) e, allo stesso tempo, influenzano la produzione verbale (aspetto espressivo), rendendo più complesso l’uso fluente e corretto del linguaggio, sia sul piano fonologico che morfosintattico.

Linguaggio espressivo: quando preoccuparsi?

Il linguaggio espressivo riguarda la capacità del bambino di formulare parole e frasi comprensibili, adeguate all’età. Segnali da osservare:

Errori persistenti

nell’articolazione dei suoni, omissioni, sostituzioni, alterazioni (es. “tato” per “gatto”) oltre i 4 anni.

Frasi poco strutturate

semplificate o scorrette dal punto di vista grammaticale (es. “bimbo mangia io” invece di “sto mangiando con il bimbo”).

Difficoltà a costruire frasi complesse

o a utilizzare parole nuove.

Vocabolario limitato

o difficoltà a recuperare parole anche comuni.

Questi segnali non vanno sottovalutati, soprattutto se persistono quando i coetanei iniziano a parlare fluentemente.

Linguaggio recettivo: difficoltà nella comprensione

Il linguaggio recettivo è la capacità di comprendere il linguaggio ascoltato, seguire istruzioni e riconoscere significati.

Segnali da monitorare:

  • Difficoltà a comprendere istruzioni semplici o complesse.
  • Incomprensione di frasi con concetti astratti o linguaggio figurato.
  • Problemi a riconoscere parole simili nei suoni o a distinguerle (“cane” vs “pane”).
  • Difficoltà a segmentare le parole in sillabe o identificare suoni iniziali e finali.
  • Vocabolario ricettivo ridotto rispetto ai coetanei.

Il bambino può sembrare “distratto” o “non collaborativo”, ma in realtà non comprende pienamente il messaggio ricevuto.

Come si fa diagnosi?

La valutazione di un disturbo del linguaggio prevede:

  • Osservazione clinica del bambino
  • Colloquio anamnestico con i genitori
  • Somministrazione di test standardizzati
    che misurano comprensione, produzione verbale, articolazione, uso del linguaggio e consapevolezza fonologica
  • Esclusione di deficit sensoriali, cognitivi o neurologici

Un’individuazione precoce consente di evitare etichettamenti scolastici inadeguati come “svogliato” o “poco attento”.

Il trattamento: stimolare il linguaggio, insieme

Il trattamento dei DL si basa su un intervento logopedico mirato, definito a partire dalla valutazione individuale.
Il percorso prevede:

Obiettivi personalizzati

(fonetici, sintattici, lessicali, fonologici)

Attività strutturate in seduta

e proposte di esercizi a casa e a scuola

Coinvolgimento attivo dei genitori e degli insegnanti

nel sostenere e generalizzare gli apprendimenti

L’uso di materiali specifici e, quando necessario, strumenti digitali per la stimolazione del linguaggio.

Perché intervenire precocemente?

  • Migliora la competenza linguistica e comunicativa
  • Previene difficoltà scolastiche secondarie (es. problemi nella lettura, nella scrittura e nella comprensione del testo)
  • Rafforza l’autostima e la motivazione
  • Favorisce una comunicazione efficace con adulti e coetanei
  • Riduce il rischio di isolamento e disagio emotivo

Ricorda: ogni bambino ha il suo ritmo , ma quando il linguaggio non si sviluppa come previsto, un intervento precoce è essenziale per favorire lo sviluppo armonico delle abilità comunicative

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